Il mio Metodo di Lavoro


La persona con problemi psicologici a chi deve rivolgersi per ricevere aiuto?
Chi è bene informato, può scegliere bene.


P erchè si sta male? L'uomo è una unità psico-fisico costituita cioè da aspetti cognitivi (il pensiero in tutte le sue manifestazioni: memoria, attenzione, capacità di giudizio, apprendimento, deduzione, ecc.), aspetti emotivi-affettivi (emozioni, sentimenti), aspetti fisici (il corpo) e, inoltre, è un essere sociale perché vive relazionandosi agli altri. Perché ci sia benessere, questi aspetti devono essere in armonia.

Secondo l’approccio cognitivo-comportamentale da me usato nella pratica clinica, i problemi psicologici possono derivare da un apprendimento sbagliato, da deduzioni errate dovute ad informazioni insufficienti o inadeguate, da una scorretta valutazione della realtà che portano l’individuo a crearsi delle convinzioni profonde e radicate che possono provocare di conseguenza emozioni e comportamenti negativi.

Vasti studi scientifici hanno infatti, messo in evidenza che modalità di pensiero non adeguate sono in relazione sia con emozioni e sentimenti, sia con comportamenti, eccessivi o incongruenti alle situazioni reali. Questi tre aspetti, cioè, si influenzano reciprocamente. A seconda dei casi, le difficoltà psicologiche possono, perciò, essere padroneggiate imparando modalità di pensiero più adattattive oppure imparando a gestire le proprie emozioni oppure sostituendo comportamenti che si sono dimostrati poco efficaci o addirittura negativi con comportamenti più funzionali alle situazioni di vita.

Il metodo che permette di fare ciò si chiama Terapia Cognitivo-comportamentale: una delle poche forme di Psicoterapia provata scientificamente, i cui risultati vengono sottoposti a verifiche.

La terapia Comportamentale-Cognitiva agisce su due livelli: quello comportamentale e quello cognitivo appunto.

La terapia Comportamentale aiuta a modificare i comportamenti abituali usati in situazioni problematiche e le reazioni emotive che ne conseguono, mediante l’apprendimento di nuove modalità di reazione. La terapia cognitiva (che include l’attenzione al dialogo inteno, la presa di consapevolezza dei pensieri automatici, la discriminazione dei pensieri illogici, l’identificazione delle convinzioni profone, la ristrutturazione cognitiva) aiuta ad individuare pensieri ricorrenti, certi schemi rigidi di ragionamento e di interpretazione della realtà per correggerli ed arricchirli con pensieri più funzionali.

Le due modalità terapeutiche si integrano a vicenda e, a seconda dei casi e del problema da risolvere, si usano alternativamente o in combinazione. Anche se questo approccio terapeutico si chiama comportamentale-cognitivo, ciò non significa assolutamente che non si occupa delle emozioni. Grande importanza, invece, viene attribuita ad esse e alla loro corretta gestione. Le emozioni sono quell’aspetto della nostra psiche che danno “il sale alla vita” per così dire, danno significato alla nostra esistenza e ci fanno sentire vivi. Ma quando si sta male, sono proprio le emozioni che ci turbano, ci tormentano, prendono il sopravvento condizionando il nostro modo di comportarci.


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