Ansia, fobie e attacchi di panico


L’ansia può essere un'emozione utile perchè ci mette in guardia da pericoli e ci consente di affrontare certi eventi con maggior impegno, senza sottovalutarli.


T Tutti noi nutriamo preoccupazione ed ansia in relazione a determinate situazioni o eventi della nostra vita. È un fenomeno universale, una caratteristica della natura umana e, perciò, non può essere eliminata. L’ansia è, anzi, utile perché ci mette in guardia da pericoli e ci consente di affrontare certi eventi con maggior impegno, senza sottovalutarli. L’eccesso di ansia è, al contrario, controproducente. Ci blocca, ci impedisce di far fronte alla situazione, ci spinge alla fuga, interferisce con le nostre capacità cognitive di ricerca di una soluzione adeguata.

L’ansia è un’emozione spiacevole, tanto intensa a volte da arrivare all’angoscia. Si manifesta dal punto di vista fisiologico con difficoltà di respiro, aumento del battito cardiaco, sudorazione, capogiri, difficoltà a riflettere su un problema. Dal punto di vista emotivo è caratterizzata dal timore che qualcosa di negativo possa accadere. Chi è ansioso vive sempre proiettato nel futuro, mai nel presente. Alcune persone sono più predisposte all’ansia di altre. Nel tentativo di calmare l’ansia, molti spontaneamente ricorrono a certi comportamenti che in genere si rivelano inutili o addirittura dannosi. Penso al fumare una sigaretta dopo l’altra, al mangiare o bere smoderatamente, a diventare sgarbati, perfino aggressivi. Si può cominciare a provare ansia ancor prima di vivere la situazione temuta, già soltanto immaginandola. Questa emozione si chiama “ansia anticipatoria”. La differenza tra ansia e fobia è molto sottile. Mentre l’ansia è il timore di qualcosa di vago, la fobia si prova di fronte ad un oggetto o situazione specifica. In certe situazioni tutti abbiamo paura. I bambini provano delle paure che sono normali durante il periodo evolutivo e sono temporanee, come la paura di un estraneo, paura di certi animali, paura del buio. Passano spontaneamente con la crescita. Anche negli adulti alcune paure sono molto comuni: paura della malattia, di un intervento chirurgico, paura della morte, ecc. Anche alcune fobie possono essere così intense da essere invalidanti. Diversi sono i disturbi di ansia e le fobie possono riguardare ogni cosa, Accennerò soltanto ai disturbi di mia competenza nella pratica clinica.

Disturbo di ansia generalizzato.

Chi soffre di questo disturbo prova una continua sensazione di tensione senza un motivo apparente. L’intensità della tensione può variare e si provano i sintomi tipici sopra descritti; facilmente ci si sente stanchi, si hanno difficoltà a concentrarsi e vuoti di memoria, possono essere presenti anche disturbi del sonno. Ne risulta limitata o danneggiata la vita sociale, lavorativa e affettiva.

Agorafobia

È la paura di trovarsi in spazi aperti, di andare in una piazza, al mercato, in posti affollati come un supermercato, luoghi a cui si può accedere solo se accompagnati da un familiare di cui si abbia molta fiducia, creando così una condizione di dipendenza molto forte e di forte condizionamento per il congiunto.

Claustrofobia

È la paura di entrare e rimanere bloccati in spazi piccoli, ristretti, bui, ad es. in un ascensore o in un tunnel.

Fobia sociale

Esiste poi un disturbo in cui si prova intenso disagio nel parlare con gli altri, fare amicizia, stare con altri anche in piccoli gruppi, perfino mostrarsi mentre si svolgono azioni banali come mangiare. Si chiama fobia sociale, è molto più della timidezza, e può essere molto invalidante. Se ti interessa saperne di più su questo particolare problema, puoi andare al mio articolo che troverai nel mio blog.

Attacco di panico e disturbo da attacchi di panico

L’esperienza del panico, sia che riguardi un episodio (Attacco di panico) unico, isolato, sia che riguardi il Disturbo da attacchi di panico con episodi ricorrenti di crisi acuta, intervallati da periodi di forte preoccupazione non solo che possano ripetersi, ma anche delle sue specificità, come perdere il controllo, un attacco cardiaco, lo stare per impazzire o morire, è molto diffusa ai giorni nostri. La parola deriva da Pan, il dio greco che viveva nei boschi e provocava un intenso spavento tra le ninfe e nei viandanti che si trovavano a passare di lì. L’ Attacco di panico è infatti caratterizzato da un terrore improvviso e incontrollato su cui non può niente la razionalità e che provoca nel giro di pochi minuti il picco di alcuni sintomi (almeno 4) tra: palpitazioni, tachicardia, sudorazione, tremori, sensazione di soffocamento, di asfissia, dolori al petto, nausea o disturbi addominali, sensazione di sbandamento, testa leggera o di svenimento, derealizzazione e depersonalizzazione, paura di perdere il controllo, di impazzire, di morire, sensazione di torpore o formicolio, brividi o vampate di calore. Durante la crisi acuta ci si sente completamente spaesati. Quando passa, però, il terrore è sostituito dall’ansia: il futuro cioè è sentito come una minaccia incombente da evitare a tutti i costi, bisogna prevenire per non essere colti impotenti e l’attesa diventa ansia, anzi angoscia di trovarsi di fronte al nulla, all’ignoto, al non familiare, alla perdita dei punti di riferimento. Spesso infatti gli attacchi di panico si verificano in momenti di passaggio a nuove fasi di vita (fine adolescenza, gravidanza, inizio di una nuova attività lavorativa, un viaggio, ecc,)


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