E’ sempre più difficile comunicare…

Timidezza e Fobia Sociale
25 ottobre 2015
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La mancanza di tempo e la fretta che carattterizzano la vita di oggi son oil primo ostacolo ad una comunicazione interpersonal efficace. L’insufficienza dei rapport interpersonali, che si basano su una corretta comunicazione, lascia sempre più, e specialmente nei giovani, un senso di vuoto e di incertezza sulla propria identità.

L’uomo non riesce a mantenere la stabilità emotive per periodi prolungati comunicando solo con se stesso. La consapevolezza di sè ed il senso della propria identità si strutturano e si mantengono soltanto nell’incontro e nel rapporto con gli altri. Per questo è di fontamentale importanza comunicare efficacemente. L’uomo deve comunicare con gli altri per varere la consapevolezza di sè.

Gli esseri umani si confermano tra loro. Ogni essere umano ha il desiderio e la necessità che gli altri lo confermino per quello che è e magari, per quello che può divenire e ognuno ha la capacità di confermare I suoi simili come essi lo desiderano. Soltanto quando si mette in atto ciò si può parlare di umanità.

Per poter confermare l’altro per quello che è veramente o per quello che può divenire, bisogna intuire, percepire l’altro correttamente, bisogna conoscerlo, bisogna saper ascoltare I segnali e I messaggi che ci invia, leggendoli nella maniera corretta. Il primo importante risultato di una comunicazione corretta è, dunque, la conferma del Sè che incide sulla formazione del senso della identità personale.

Un altro risultato della comunicazione è il rifiuto che l’interlocutore può esprimere nei confronti dell’altro. Con il rifiuto non si accetta, non si è d’accordo con la realtà dell’altro, con il suo comportamento, con il suo modo di vedersi. Il rifiuto implica pur sempre una minima conoscenza e un minimo riconoscimeno dell’altro. Con il rifiuto non si nega la natura dell’altro, ma non si è d’accordo con essa. Non sempre è negative e non sempre porta ad una modalità di relazione con l’altro distruttiva e, perciò, patologica.

Invece è veramente negative il terzo risultato possible di una comunicazione scorretta: la disconferma, con cui si nega l’identità dell’altro il suo modo di vedersi e si cerca di costruirgliene un altro a modo nostro. Si può, addirittura, arrivare a negare l’esistenza dell’altro.

Il modo corretto e scorretto di comunicare, quindi, influenza innanzitutto la costruzione del senso di identità dell’altro.

Una comunicazione non efficace, inoltre, dà adito a continui fraintendimenti che, non chiariti, possono portare alla formazione di una imagine negative e poco obiettiva dell’altro, specie quando si tratta del proprio partner affettivo. Si creano e si inaspriscono rancor e si peggiorano problem, che, invece, se affrontati e chiariti sul nascere, potrebbero facilmente risolversi. Così si scava un solco di lontananza tra le persone e si deteriorano i rapporti

Ma che cosa è la comunicazione? E quando si comunica in maniera corretta? Come è possible migliorare il nostra modo di comunicare?

Comunicare è mandare una serie di messaggi. Tutto il nostro comportamento in situazione di interazione , ha valore di messaggio, pertanto si può affermare che ogni comportamento è comunicazione. Come non è possible non comportarsi, così non è possible non comunicare, per quanto ci si possa sforzare di non farlo. Perfino una persona che resta assolutamente immobile, silenziosa ed inespressiva, sta comunicando. Sta comunicando che non intende comunicare con nessuno, ma sta comunicando.

Saper comunicare bene , in maniera efficace, significa che il messaggio inviato da una persona viene correttamente decifrato dall’interlocutore, in maniera che messaggio inviato e messaggio ricevuto coincidano perfettamente. Non ha importanza se si è d’accordo sul contenuto o meno del messaggio, è importante solo la giusta ricezione. Spesso, però, nella comunicazione umana ciò non accade: è come se non ci si fosse sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda: Alcune interferenze intervengono all’insaputa dei due comunicanti ad ostacolare la corretta ricezione.

La comunicazione umana si avvale di due modalità che si completano a vicenda: il linguaggio verbale che si serve delle parole e delle regole grammaticali e sintattiche e il linguaggio non-verbale che coniste nell’atteggiamento, nella postura, nella gestione dello spazio a disposizione, dello sguardo, della mimica facciale, del tono e delle inflessioni della voce, ecc. I segnali non verbali sono per loro natura più ambigui e sono soggetti, perciò, ad una interpretazione da parte dell’interlocutore; I segnali verbali sono, invece, più chiari e definite. Ma con I segnali verbali è possible non essere sincere, cosa che invece è molto più difficile con il linguaggio non verbale: Queste due modalità, presenti solo nella specie umana, si completano a vicenda ed, in una comunicazione efficace, devono funzionare in maniera coerente.

Alcune delle interferenze che ostacolano la corretta ricezione dei messaggi sono errori che sovente tutti noi commettiamo, Ad esempio il dare per scontato che l’altro, specie se si tratta del nostro compagno di vita, siccome ci conose e ci amam, debba sempre sapre ciò che desideriamo o ciò che intendiamo dire, senza bisogno che noi glielo precisiamo. (E’la cosiddetta lettura del pensiero); oppure il fraintendimento dei segnali che l’altro invia è dovuto a nostre interpretazioni del comportamento o delle emozioni altrui non confermati; I pregiudizi; la nostra emotività del momento oppure il contrasto di prospettive diverse.

E’ possible apprendere a comunicare efficacemnete conoscendo e correggendo I più comuni errori che tutti commettiamo nella comunicazione. Si può sempre disimparare ciò che si è imparato e che non funziona bene, sebbene si pensi che il proprio modo di dialogare sia natural.

A volte la conoscenza di pochi principi e un piccolo impegno sono sufficient ad acquisire delle abilità interpersonali che possono facilitare la comunicazione e renderla realmente efficace. Diamo un esempio di questi principi ce possono essere appresi:

  • Saper ascoltare;
  • La verifica;
  • Dare segnali di accettazione;
  • L’uso delle domanda: quando sono utili e come farle;
  • Esprimersi in prima persona invece che con il “tu”;
  • Evitare risposte o frasi che generano nell’altro emozioni negative mettendolo sulla difensiva e provocandone la chiusura, ecc.

Presso le scuole di psicoterapia specializzate vengono frequentemente organizzati brevi corsi per apprendere una comunicazione efficace che comprendono in genere un numero di incontri compresi tra I 12 e I 15: possono essre utili per tutti coloro che vogliono rendere I loro rapport interpersonali positive e basati sulla reciprocità e la collaborazione (genitori, insegnanti, dirigenti e chiunque è interessato a buoni rappoorti con il personale,